L'interno di un cedi.
vecchia e nuova distribuzione, imponendo una seria e attenta riflessione su obiettivi e strategie del nuovo millennio.
Oggi però il mercato impone nuove sfide, una maggiore forza e competitività che un panorama non più nazionale ma europeo richiede.
Per strutturare strategie vincenti di fronte a scenari in continua e rapida evoluzione, è necessario comprendere le motivazioni che hanno determinato simili mutamenti e in rapida successione riformulare una proposta
commerciale vincente, originale e realmente in sintonia con le nuove esigenze dei consumatori.
Nonostante le recenti dichiarazioni del governo sulla parità d'importanza fra industria e distribuzione, è evidente che i provvedimenti di stimolo della congiuntura economica o di rilancio di aree del paese non prevedono mai, di fatto, benefici per il commercio. Da tre anni il
settore è paralizzato da una legge quadro - ovviamente la Bersani - che, in nome della liberalizzazione, ha ingessato tutte le nuove iniziative e questo effetto si protrarrà per tutto il 2000.
Cosa sarebbe successo se una situazione analoga si fosse determinata per l'agricoltura o per l'industria e, tema nel tema, chi si preoccupa della sorte delle piccole e medie imprese che compongono l'ossatura del commercio associato?
Danilo Fatelli: di recente in Francia il governo ha lanciato una serie di iniziative per porre un freno allo strapotere delle grandi concentrazioni a favore delle piccole e medie imprese agricole e industriali, mettendo in atto così un tentativo di frenare i processi della globalizzazione a salvaguardia della pluralità dei soggetti economici. Quale valutazione del quadro normativo e di politica economica del nostro paese si può dare?.
Rinaldo Carta: Il nostro sistema-paese è penalizzato da un evidente rallentamento economico frutto della totale assenza di presupposti basilari per una sana economia (snellezza burocratica, costo del lavoro non proibitivo, fiscalità contenuta), ricordiamo a tal proposito che conserviamo un primato poco

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