| edificante con una pressione fiscale diretta del 53% e indiretta del 20% (I.V.A.), contro una media dell'U.E. pari al 37%. Tutto ciò determina chiaramente una sfiducia degli investitori, con chiari effetti socioeconomici negativi, una mancanza di nuove iniziative produttive e distributive con contestuale condizionamento dei consumi, come evidenzia l'incremento della tendenza al risparmio delle famiglie italiane del 13,7%, rispetto all'anno 1998. Il tutto passato in secondo piano per effetto del boom borsistico - forse precario - della cosiddetta new economy. Percorrendo a ritroso gli ultimi due anni della politica economica del nostro paese è giusto sottolineare il tentativo, promosso con l'approvazione del decreto Bersani (D.L. 114/98), di semplificare e snellire il sistema burocratico italiano in materia di nuove aperture, orari di chiusura e apertura, gestione dell'iter procedurale delle vendite speciali e straordinarie, con richiamo al principio essenziale del servizio all'utenza. La deregulation promossa dalla riforma, sulle piccole superfici, ha fornito chiare e nuove opportunità, ma non altrettanto chiari e importanti sono stati i risultati a sostegno di medie e grandi superfici; l'ampio potere legislativo affidato alle Regioni e ai Comuni in materia di ad un atteggiamento contraddittorio di diverse Regioni che hanno fortemente limitato lo spazio decisionale riservato ai Comuni. Tale stato di cose ha quindi nuove aperture non ha raggiunto infatti gli obiettivi sperati. Le leggi emanate evidenziano infatti un forte profilo conservativo, ad esclusiva tutela delle realtà commerciali esistenti, volto a frenare la realizzazione di grandi superfici di vendita. Ed anche per le medie superfici, per le quali la riforma prevedeva l'autonomia comunale e quindi maggior facilità nella ricerca di spazi per nuove aperture, è venuta meno l'attesa semplificazione grazie di fatto rallentato il processo d'ammodernamento della distribuzione italiana, con un blocco delle nuove iniziative nell'anno precedente dell'approvazione del D.L. Bersani e successivamente per consentire alle Regioni di strutturare il quadro normativo sul commercio. La grossa massa critica e la forte efficienza nel controllo dei costi di filiera consente infatti a colossi economici quali Carrefour, che con la nuova alleanza siglata con Promodès è leader incontrastato
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